La Valle dell’Aso è una magnifica area intervallata da scorci storici di borghi medievali e dai Monti Sibillini, innevati anche in primavera

che fanno da sfondo ad un paesaggio dai colori incantevoli con case coloniche, boschi, frutteti in fiore, vigneti, orti e campi rigogliosi.

Un territorio, che si estende tra Fermo e Ascoli Piceno, i cui abitanti sono riusciti a custodire le specificità sia in termini culturali che naturali: luoghi, tradizioni, prodotti eno-gastronomici, sagre e feste folkloristiche.

Si sviluppa nella parte meridionale delle Marche per una lunghezza di circa 70 km ed è caratterizzata dal mare, da dolci colline e dai Sibillini, seguendo il corso del fiume Aso, che nasce fra il Monte Porche e la Cima della Prata sfociando nel Mar Adriatico, nel comune di Pedaso.

Questa Valle eterogenea è costituita da diversi Comuni con storie antichissime e tradizioni ancora vive come quella di Campofilone, famosa nel mondo per la sua pasta all’uovo. Vanta anche due dei “Borghi più Belli d’Italia”: Moresco e Montefiore dell’Aso, paesi intrisi di storia dove è possibile respirare tutt’oggi un’atmosfera medievale.

La Valle dell’Aso ha una cultura enogastronomica molto apprezzata e diffusa anche all’estero, come le olive fritte all’ascolana.

La produzione agricola di pesche, albicocche e prugne trasformano la valle in primavera in un’esplosione di colori. Ed è proprio nel borgo medievale di Moresco che si situa la nostra azienda.

Il borgo medievale di Moresco: perla della Valdaso.

Il castello di Moresco nel Fermano con le sue strette vie e la piazza con i suoi portici, gli affreschi e gli edifici antichi vi accoglie in un’atmosfera medievale e magica.

Moresco, che fa parte dell’associazione I Borghi più belli d’Italia, sorge sulla sommità di un colle a controllo della sottostante valle dell’Aso e nel Medioevo fu roccaforte del Comune di Fermo nella guerra contro Ascoli Piceno.

La sua posizione strategica è ancora oggi evidente: dal borgo infatti si gode una spettacolare vista che spazia dal Monte Conero al Gran Sasso.

Completamente protetto da mura, ha forma triangolare con al vertice l’imponente Torre Eptagonale a 7 lati, costruita nel XII sec. L’altra torre, detta dell’orologio sovrasta la vecchia porta di accesso al castello ed è affiancata da un elegante portico cinquecentesco.

Della vecchia casa Santa Maria in Castro, all’interno delle mura, oggi purtroppo rimane solo la navata sinistra, che rende la piazza ancora di bella grazie all’affresco della “Madonna con bambino” del Pagani.

Le Chiese sono quasi tutte fuori le mura: particolarmente interessante è quella della Madonna dell’Olmo che protegge al suo interno un’edicola religiosa affrescata dal Pagani che divide in modo inconsueto e originale la chiesa in due.

Affascinante è anche il Santuario della Madonna della Saluta, molto venerata dagli abitanti del posto.